Le giovani allieve agenti portano in campo il coraggio di Emanuela Loi
A Campobasso una squadra femminile di calcio a 5, in occasione di un torneo estivo, ha scelto di scendere in campo per ricordare Emanuela Loi. Alcune giovani della Scuola allievi agenti della Polizia di Stato hanno voluto chiamare la propria squadra “Siamo tutte Emanuela” rendendo omaggio alla giovane poliziotta assassinata il 19 luglio 1992 nella strage di via D’Amelio, insieme al giudice Paolo Borsellino e agli agenti della scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli e Claudio Traina. Tutte loro, insieme, hanno trasmesso in campo e sugli spalti un concetto importante: trasformare lo sport in un messaggio di memoria, legalità e impegno civile.
L’iniziativa della FITEL Molise è nata spontaneamente ed è stata capace di trasformare un torneo sportivo in una testimonianza concreta. Giovanni Alfano, poliziotto con circa 38 anni di servizio, è Presidente della Fitel Molise protagonista e promotore negli anni di numerose iniziative sociali e antimafia.
Il nome di Emanuela sulle maglie
Quando alcune giovani allieve hanno chiesto a Giovanni Alfano di aiutarle a partecipare al torneo estivo di calcio a 5, il poliziotto non ha esitato. Per quindici anni ha allenato diverse squadre molisane e conosce il valore educativo dello sport.
“La sorpresa più grande è arrivata quando le ragazze, su mia sollecitazione, hanno scelto di richiamare nel nome della squadra la figura di Emanuela Loi.
Non un nome scelto per convenienza o per cercare visibilità, ma l’omaggio sincero di giovani donne che hanno riconosciuto in una coetanea di un’altra generazione un esempio di coraggio, determinazione e fedeltà allo Stato”.
Durante le partite le ragazze hanno indossato una maglietta con il volto di Emanuela Loi e, sul retro, la scritta: siamo tutte Emanuela.



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La maglia numero 19 è arrivata a Palermo
La maglia numero 19 è stata scelta per ricordare la data della strage di via D’Amelio. E’ stata autografata da tutte le componenti della squadra e consegnata a Serena, una giovane attivista antimafia che giocava nella formazione avversaria.
E’ stata lei a portarla a Palermo il 19 luglio, in occasione dell’anniversario dell’assassinio di Paolo Borsellino e degli agenti della sua scorta.
Da Campobasso a Palermo, un viaggio simbolico. Porterà con sé le firme delle ragazze, il ricordo di Emanuela e un messaggio rivolto alle nuove generazioni: la memoria non deve restare chiusa nelle commemorazioni, ma deve diventare una scelta quotidiana.


