FITEL TRA CONTINUITÀ E INNOVAZIONE. INTERVISTA A FELICE ALFONSI, PRESIDENTE FITEL NAZIONALE
Terzo settore, rapporti con le confederazioni, formazione, comunicazione: Felice Alfonsi illustra le linee guida e i progetti della sua presidenza
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a cura di Carlo Gnetti e Barbara Pierro
Eletto al X Congresso lo scorso mese di ottobre a Parma, Felice Alfonsi è il nuovo presidente della Fitel nazionale in sostituzione di Giuseppe Spadaro. A lui abbiamo chiesto quali sono – a iniziare dal rilancio e dal rafforzamento della Federazione con l’aumento dei soci e delle associazioni affiliate certificato proprio dall’ultimo congresso – le linee guida della sua presidenza, quelle nel segno della continuità e quelle di rinnovamento.
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TEMPO LIBERO – Come intendi affrontare le nuove sfide, a cominciare dalla presenza sempre più significativa della Fitel nel Terzo settore?
ALFONSI – Certamente la Fitel si è rafforzata sia con l’aumento dei soci che delle associazioni, ma dobbiamo fare di più per affrontare le nuove sfide normative e legislative che ci arrivano dal Terzo settore. Dobbiamo fare più formazione, a partire dal nostro gruppo dirigente sul territorio, sia sul Registro nazionale del Terzo Settore (Runts) che sul nostro portale, affinché tutti possano acquisire nuove competenze per fornire sempre più servizi e risposte ai nostri associati. Pur avendo raggiunto i 130mila soci e più di 600 associazioni iscritte alla nostra Federazione, non siamo ancora riusciti a completare un passaggio importantissimo senza il quale potrebbe perfino essere in pericolo il futuro della Federazione, ovvero l’iscrizione al Registro unico del Terzo settore per almeno 500 associazioni che la legge prevede siano nostre affiliate affinché possiamo diventare Rete associativa nazionale (Ran), per potere cogliere tutte le opportunità operative. A partire dalla legge sui termini e le modalità di esercizio di vigilanza, controllo e monitoraggio sugli enti del Terzo settore. Dobbiamo confrontarci con l’intero mondo dell’associazionismo interno ed esterno alla Federazione. Questo obiettivo richiede capacità di fare rete e sviluppare nuove sinergie anche facendo dialogare Circoli ricreativi dei lavoratori, i grandi Cral, l’Associazione nazionale circoli italiani universitari (Anciu) e tutte le associazioni aderenti alla Federazione.
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TEMPO LIBERO – A parte le novità normative del Terzo settore, come intende rapportarsi la Fitel alle novità emerse sul terreno della contrattazione (welfare aziendale, welfare contrattato), e a fenomeni nuovi come il “volontariato aziendale”?
ALFONSI – Abbiamo lavorato in questi anni per rafforzare Fitel ma anche per rilanciare l’azione dei Cral, perché sono stato un convinto sostenitore del loro valore nei posti di lavoro. Sono anche certo che queste sfide normative le possiamo affrontare solo insieme alle nostre confederazioni sindacali e ai Cral aziendali. Oggi abbiamo uno strumento che prima non avevamo: uno Statuto tipo fatto a misura di Cral, uno statuto che ci ha approvato il Ministero del Lavoro dopo una trattativa durata mesi. I Circoli potranno adottarlo diventando così Enti del Terzo settore (Ets). Ciò significa che i Cral sono a pieno titolo coinvolti nel welfare aziendale e nel volontariato aziendale con una serie di riconoscimenti, come il regime fiscale agevolato, la partecipazione ai bandi pubblici, l’accesso ai finanziamenti per il 5×1000, alle donazioni, ai contributi e alle agevolazioni pubbliche riservate agli enti del Terzo settore, con una procedura semplificata rispetto a quelle tradizionali per ottenere la personalità giuridica e altro ancora. I Cral sono un pezzo di storia nelle conquiste dei lavoratori, hanno rappresentato e rappresentano un aspetto strategico del welfare aziendale e la politica del tempo libero. Negli anni qualcuno ha provato a disconoscere questo valore. Ma la loro attività è tuttora fondamentale.
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TEMPO LIBERO – Uno dei pilastri della Fitel, come ha ribadito il congresso e come hai appena accennato, è il rapporto con le confederazioni. Come intendi portare avanti questo patrimonio?
ALFONSI – Fitel è una federazione unitaria e ha un legame molto stretto con Cgil, Cisl, Uil, a livello sia regionale che nazionale. Dialogare e coinvolgere le confederazioni e le categorie sui territori sono e saranno le azioni chiave per poter contattare i Cral aziendali nei territori e per rilanciarne l’azione anche nell’ottica del Terzo settore. Credo anche che le tre confederazioni dovrebbero investire e sostenere con maggiore consapevolezza l’azione della Federazione sul territorio, perché questa rafforza anche la presenza e l’azione del sindacato confederale. Quello tra la Federazione e le confederazioni è un rapporto fondamentale per lavorare insieme nelle regioni, per coinvolgere donne e uomini e per poter costituire insieme nuovi Cral e Circoli ricreativi Fitel (Crt) in tutte le province. I Circoli ricreativi rimangono uno strumento importante per fare proselitismo, per aggregare e presidiare i territori e poter iscrivere i comuni cittadini, i giovani e le donne.
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TEMPO LIBERO – Intendi valorizzare la presenza delle donne nella Fitel e nei suoi organismi dirigenti? E in che modo?
ALFONSI – Come affermato più volte, per la Fitel le donne sono e saranno una risorsa rilevante e fondamentale in grado di rafforzare e far crescere la Federazione. Credo anche che, coerentemente con gli impegni e le proposte scaturite nel congresso, dobbiamo andare avanti con il rinnovo del nostro gruppo dirigente, valorizzando la loro presenza negli organismi, cercando di sanare il gap di genere all’interno delle strutture sia regionali che nazionali. Penso, però, che avremmo dovuto fare tutti di più nella fase congressuale, per inserire più donne nei Consigli regionali e nel Consiglio nazionale, nelle Presidenze regionali e nella composizione delle delegazioni sia dei congressi regionali che in quello nazionale. Solo così adesso avremmo potuto vantare una rappresentanza ampia e articolata sul territorio per la costituzione dei coordinamenti regionali e di quello nazionale. Ma sono certo che le donne in Fitel aumenteranno e saranno protagoniste della nostra Federazione.
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TEMPO LIBERO – Come intende rapportarsi Fitel con il mondo giovanile per cercare nuovi stimoli e nuove relazioni con il mondo esterno?
ALFONSI – Abbiamo bisogno di creare un nuovo canale con il mondo dei giovani, partendo dall’ascolto dei loro bisogni, dei linguaggi e delle nuove forme di socializzazione. I giovani rappresentano una risorsa importante, anche per costruire nuove esperienze di tempo libero, cultura, volontariato e partecipazione. Per questo ci dobbiamo aprire sempre di più a nuove relazioni con il mondo esterno: scuole, università, associazioni giovanili, realtà culturali e sportive. Un ruolo centrale lo avrà il potenziamento della comunicazione, utilizzando – oltre al sito istituzionale e alla rivista bimestrale – anche strumenti e canali più vicini ai giovani per raccontare in modo chiaro e coinvolgente ciò che la Federazione offre e può offrire. La Federazione ha creato negli anni molte importanti iniziative culturali, sportive e di volontariato: penso al premio letterario “Storie inaspettate”, al premio nazionale dedicato alle maestranze del cineaudiovisivo “La Pellicola d’Oro”, alla manifestazione del Primo Maggio “Lavoro… in corsa” e a tante altre iniziative realizzate a livello regionale. Attraverso di esse si può costruire una rete di relazioni tra i giovani e il nostro mondo e diventare attrattivi e punto di riferimento per ragazze e ragazzi.
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TEMPO LIBERO – Uno dei pilastri della Fitel, come ha ribadito il congresso e come hai appena accennato, è il rapporto con le confederazioni. Come intendi portare avanti questo patrimonio

