LA LETTURA
“Storie che non sono le nostre” di Francesco Neri
di Carlo Gnetti* * Giornalista, scrittore e saggista; direttore di “Tempo Libero”
Cava de’ Tirreni, 29 maggio 1982. Simonetta Lamberti, una bambina di 11 anni, muore colpita da un proiettile mentre dorme nel sedile posteriore di un’auto. Obiettivo dell’attentato era suo padre, il magistrato Alfonso Lamberti, all’epoca procuratore di Sala Consilina.
Torino, 26 giugno 1983. Bruno Caccia, procuratore a Torino, viene colpito e ucciso da 14 colpi di pistola. Dai processi risulterà dietro l’omicidio la regia della ‘ndrangheta, che in quegli anni si stava radicando sul territorio piemontese.
Maddaloni, 11 ottobre 1983. Franco Imposimato, sindacalista, padre di due figli e fratello del magistrato Ferdinando Imposimato, viene ucciso nella sua automobile all’uscita dal lavoro. Dal processo risulterà essere stato vittima di una vendetta trasversale della Banda della Magliana con la complicità di Camorra e Cosa Nostra.
Pizzolungo, 2 aprile 1985. Un’autobomba esplode con l’obiettivo di far saltare in aria l’auto blindata del giudice Carlo Palermo. Muoiono Barbara Rizzo Asta e i suoi due figli Salvatore e Giuseppe. A tenere vivo il ricordo della madre e dei due fratellini è Margherita Asta, che solo per un caso non salì su quell’auto. All’epoca aveva 10 anni.
Lenzi di Valderice, 26 settembre 1988. Mauro Rostagno, sociologo, giornalista e attivista (tra i fondatori di Lotta Continua) viene ucciso da Cosa Nostra a causa del suo impegno contro la mafia, riconosciuta responsabile dell’assassinio nonostante i ripetuti tentativi di depistaggio.
Villagrazia di Carini, 5 agosto 1989. Antonino Agostino, poliziotto investigativo, viene assassinato mentre fa da scudo alla moglie incinta. Stava indagando sul fallito attentato dell’Addaura che avrebbe dovuto colpire il giudice Falcone.
Capaci, 16 marzo 1990. Emanuele Piazza, poliziotto e agente segreto, viene assassinato da Cosa Nostra in circostanze mai del tutto chiarite. Il corpo non è mai stato ritrovato.
Casal di Principe, 18 febbraio 2002. Federico Del Prete, sindacalista e padre di due bambini, viene ucciso dai sicari del clan dei Casalesi. Movente: il suo impegno nel denunciare abusi ed estorsioni in una zona controllata dalla camorra.
Napoli, 6 novembre 2004. Antonio Landieri, giovane disabile, viene ucciso con due proiettili alla schiena mentre chiacchiera con gli amici nel quartiere di Scampia. Scambiato per un componente del gruppo di spacciatori del rione, è una vittima innocente delle faide tra i clan del quartiere.
Sono queste le storie “che non sono le nostre”, tutte accomunate dall’indeterminatezza e dalla mancata conclusione almeno sul piano giuridico. Storie, dunque, che ci riguardano da vicino perché chiamano in causa le vicende italiane della seconda metà del Novecento e del primo scorcio degli anni Duemila, quelle ufficiali accanto a quelle rimosse e meno indagate.
Il libro (Terra Somnia ed., 2026, euro 14,00) del giornalista e autore Rai Francesco Neri, con prefazione del sociologo e scrittore Pino Nazio, ricostruisce l’Italia delle ferite aperte, delle vite spezzate, delle vittime innocenti della criminalità organizzata.
Un invito a non dimenticare, perché la memoria – tiene a precisare l’autore – non è un esercizio del passato: è un impegno verso il presente e un dovere verso il futuro.
👉 PRESENTAZIONE: martedì 7 luglio a Roma ore 18.15
Libreria Mondadori a Via Piave 18
👫L’incontro è aperto a tutti
Ingresso libero


