IL RENDICONTO PER CASSA AGGREGATO (MODELLO E) PER GLI ETS SENZA PERSONALITÀ GIURIDICA
Con l’adozione del Decreto Ministeriale 18 febbraio 2026, il legislatore ha introdotto una significativa novità nel sistema di rendicontazione degli Enti del Terzo Settore: il rendiconto per cassa in forma aggregata, noto come Modello E. Questo nuovo schema si inserisce nel percorso di semplificazione degli adempimenti contabili, con particolare attenzione agli enti di dimensioni più ridotte.
Il Modello E è utilizzabile a partire dal bilancio 2026 (approvato nel 2027), quindi non si applica al bilancio 2025.
Il Modello E è destinato esclusivamente agli ETS privi di personalità giuridica che presentano entrate annue non superiori a 60.000 euro, da calcolare con riferimento all’esercizio precedente. Si tratta di una soglia particolarmente rilevante, poiché individua una fascia di enti per i quali gli obblighi amministrativi e contabili possono risultare sproporzionati rispetto alle effettive dimensioni operative. In questo contesto, il nuovo modello rappresenta una risposta concreta all’esigenza di alleggerire tali oneri.
È importante sottolineare che l’utilizzo del Modello E non è obbligatorio. Gli enti che rientrano nei requisiti possono comunque optare per forme di rendicontazione più tradizionali, come il rendiconto per cassa ordinario o il bilancio redatto secondo gli schemi completi. La scelta, quindi, resta rimessa all’autonomia dell’ente, che dovrà valutare quale strumento sia più adeguato alla propria struttura organizzativa e alle esigenze di trasparenza nei confronti degli stakeholder.
Dal punto di vista applicativo, il Modello E si caratterizza per una struttura fortemente semplificata. A differenza del rendiconto per cassa ordinario, che richiede una classificazione più analitica delle voci, il modello aggregato si limita a rappresentare i dati per macro-categorie. Le entrate e le uscite vengono infatti raggruppate in grandi aree, come le attività di interesse generale, le eventuali attività diverse, la raccolta fondi e le attività di supporto generale. Questa impostazione consente una compilazione più rapida e intuitiva, riducendo il rischio di errori e semplificando la gestione amministrativa.
Nonostante la semplificazione formale, il modello mantiene comunque una struttura idonea a fornire un quadro chiaro della situazione finanziaria dell’ente. Restano infatti evidenziati elementi fondamentali come il saldo iniziale e finale di cassa, nonché il totale delle entrate e delle uscite dell’esercizio. Inoltre, trovano spazio anche le operazioni relative agli investimenti e disinvestimenti e la gestione delle disponibilità liquide, garantendo così una visione complessiva, seppur sintetica, della gestione economico-finanziaria.
Va tuttavia precisato che la semplificazione riguarda esclusivamente la modalità di rappresentazione dei dati e non incide sugli obblighi sostanziali previsti dalla normativa. Gli enti sono comunque tenuti a rispettare i principi di trasparenza, correttezza e veridicità delle informazioni contabili. Restano inoltre fermi gli obblighi relativi, ad esempio, alla rendicontazione delle raccolte fondi occasionali e alla verifica del carattere secondario e strumentale delle eventuali attività diverse.
In conclusione, il Modello E rappresenta un passo avanti importante nel processo di semplificazione amministrativa degli Enti del Terzo Settore.
Esso offre agli enti più piccoli uno strumento più snello e proporzionato alle loro dimensioni, senza rinunciare ai requisiti essenziali di trasparenza e accountability. La sua introduzione consente quindi di trovare un equilibrio tra esigenze di controllo e sostenibilità degli adempimenti, contribuendo a rendere più efficiente la gestione degli ETS di minori dimensioni.
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SCHEMATICAMENTE
Il bilancio Modello E per gli ETS senza personalità giuridica
Con il Decreto Ministeriale 18 febbraio 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 marzo 2026, è stato introdotto un nuovo schema di bilancio semplificato per gli Enti del Terzo Settore: il rendiconto per cassa in forma aggregata (Modello E).
Si tratta di una novità importante, pensata per ridurre gli adempimenti amministrativi degli enti di piccole dimensioni, mantenendo comunque adeguati livelli di trasparenza.
1. A chi si applica
Il Modello E è utilizzabile da:
- ETS privi di personalità giuridica
- con entrate annue ≤ 60.000 euro
- riferite all’esercizio precedente
👉 Il modello è facoltativo, quindi l’ente può comunque scegliere:
- il rendiconto per cassa ordinario (Modello D)
- oppure il bilancio ordinario
2. Decorrenza
Il nuovo modello:
- è utilizzabile dal bilancio 2026 (approvato nel 2027)
- non si applica al bilancio 2025
3. Finalità della norma
L’obiettivo del legislatore è:
- semplificare la contabilità degli ETS più piccoli
- ridurre costi e oneri amministrativi
- mantenere comunque trasparenza e tracciabilità dei dati
4. Caratteristiche principali del Modello E
Il Modello E si distingue per:
- ✔ Struttura semplificata
- ✔ Dati esposti per macro-categorie
- ✔ Eliminazione del dettaglio analitico delle singole voci
- ✔ Compilazione più rapida e intuitiva
In pratica:
👉 si indicano solo i totali delle entrate e delle uscite, senza suddividerli in molte sotto-voci
5. Struttura del rendiconto
Il modello è organizzato in sezioni aggregate, tra cui:
- Attività di interesse generale
- Attività diverse
- Raccolta fondi
- Attività finanziarie e patrimoniali
- Attività di supporto generale
- Partite di giro
Include inoltre:
- saldo iniziale di cassa
- totale entrate
- totale uscite
- saldo finale di cassa
6. Differenze rispetto al Modello D
| Modello D (ordinario) | Modello E (semplificato) |
| Dettaglio analitico delle voci | Solo macro-categorie |
| Più complesso | Più semplice |
| Obbligatorio sopra soglie | Facoltativo sotto 60.000 € |
| Maggiore dettaglio informativo | Minore dettaglio ma stessa logica |
7. Obblighi che restano
La semplificazione riguarda solo la forma, non gli obblighi sostanziali.
Restano infatti:
- obbligo di dimostrare il carattere secondario e strumentale delle attività diverse
- obbligo di rendiconto separato per raccolte fondi occasionali
- necessità di garantire trasparenza e correttezza dei dati
Considerazioni finali
Il Modello E rappresenta:
– una grande opportunità per i piccoli ETS
– uno strumento di semplificazione reale, soprattutto operativa
– ma non elimina la necessità di una corretta gestione contabile
👉 In sintesi:
meno burocrazia nella compilazione, ma stessi principi di responsabilità e trasparenza.

